Conduzione: Daria Mascotto e Ariela Maggi
Il corpo come strumento educativo Laboratorio formativo esperienziale per genitori, insegnanti, educatori, caregiver, formatori e terapeuti

Il corpo di chi educa – genitore, insegnante, educatore, caregiver, terapeuta – è uno strumento essenziale di comunicazione e relazione.
Eppure, molto spesso, viene utilizzato in modo automatico e inconsapevole.
Questo laboratorio formativo nasce dal desiderio di riportare l’attenzione al corpo come primo ambiente educativo, luogo di ascolto, regolazione e relazione. Attraverso un lavoro pratico e riflessivo, i partecipanti saranno accompagnati ad arricchire le proprie competenze somatiche, riscoprendo il corpo come risorsa viva e sensibile nel contesto educativo.
Il percorso si fonda su due modelli e pratiche fondamentali:
-
L’Analisi del Movimento di Rudolf Laban, che offre strumenti per osservare e comprendere qualità, direzioni e intenzionalità del movimento;
-
La pedagogia teatrale di Jacques Lecoq, che invita a ritrovare uno stato di presenza, silenzio e disponibilità, aprendo all’osservazione e alla relazione autentica.
In questo incontro introduttivo il corpo viene riconosciuto come “ambiente mobile”, in costante relazione con sé stesso, con lo spazio e con i corpi circostanti.
La qualità della presenza corporea di chi funge da modello influenza direttamente il clima educativo, il senso di sicurezza e la possibilità di sintonizzazione.
Per questo motivo porteremo al centro dell’esperienza elementi chiave quali:
-
il respiro
-
la postura
-
la pausa e il ritmo
-
l’uso della voce e del gesto
strumenti fondamentali per costruire una relazione educativa più centrata, calma e consapevole.
Che cosa faremo
Il laboratorio ha un’impronta pratico-teorica ed esperienziale.
Attraverso pratiche di discipline somatiche come yoga, danza-teatro e analisi del movimento, i partecipanti sperimenteranno direttamente come:
-
le qualità del gesto variano in relazione alle emozioni e alle sensazioni interne
-
il movimento dialoga con lo spazio, la musica, il ritmo
-
la relazione con l’altro influenza il nostro modo di muoverci e di stare
L’osservazione e l’auto-osservazione accompagneranno l’esperienza, permettendo di riconoscere e descrivere gli elementi di movimento vissuti.
Questo processo sviluppa la capacità di leggere il movimento, prerequisito fondamentale per potersi sintonizzare con l’altro e, solo successivamente, accompagnarlo e condurlo all’interno di una proposta educativa.
Obiettivi
-
Aprire una riflessione e un dialogo attivo sulla pedagogia del corpo
-
Favorire una lettura consapevole dei movimenti propri e altrui nello spazio educativo
-
Introdurre pratiche di respirazione come strumenti di centratura e autoregolazione
-
Educare all’osservazione silenziosa per cogliere segnali corporei e relazionali
-
Sensibilizzare a una gestione dei ritmi che includa lentezza, pausa, sostare e ascolto
-
Trasmettere pratiche e giochi di movimento per stimolare la creatività corporea, la collaborazione e la consapevolezza dello spazio e del sé
Conduzione
Ariela Maggi (educatrice sociale e culturale, operatrice teatrale) e
Daria Mascotto (antropologa, educatrice somatica e danzeducatore®)
si incontrano nell’ambito di progetti educativi e artistici rivolti all’infanzia, unite da una visione condivisa del corpo come spazio di ascolto, relazione e creatività.
La loro collaborazione nasce da un approccio comune al movimento come linguaggio espressivo e strumento pedagogico, capace di stimolare consapevolezza, gioco e partecipazione.
Insieme coordinano la rassegna In viaggio con Gulliver ai Musei di Nervi, promossa dalla rete Lilliput a piccoli passi nei musei, facilitando percorsi di esplorazione corporea e immaginativa nei luoghi dell’arte.